
Oggi mi ero ripromessa di non collegarmi, perchè, devo essere sincera, mi deprime molto non avere un minimo segno di vita dalla mia casella e-mail e constatare, come sempre del resto, che il contatore dei commenti sia eternamente uguale al nulla e ogni volta non riesco a farmene una ragione, e mi stupisco che in me c'è sempre quella flebile speranza di trovarci qualcosa, magari per sbaglio, per un errore del programma.
Eppure mi riprometto sempre di non farmi turbare da queste piccole e insignificanti cose.
Bene torniamo a noi e al motivo per cui sono qui a scrivere in questa ennesima mattina di maggio... questo mi fa ricordare che anche l'anno scorso mi svegliavo presto per scriverti e per fare un giretto nei mie siti preferiti e ricordo che non avevo nessuna pretesa. Uffa... allora... sono qui semplicemente per fissare una riflessione che vorrei restasse nella memoria, la mia, perchè più volte e in varie occasioni ci penso.
Recentemente ho letto un libro, un romanzo, si me ne vergogno ma è così, un romanzo rosa, di quelli per desperete housewives, dal titolo "La casa" della regina di questi romanzi, Danielle Steel.
Appena l'ho avuto tra le mani, non è stata la recensione interna, o la foto della copertina, o il profumo del libro, ma è stata una frase, la dedica del libro a impressionarmi molto e a farmi commuovere fino alle lacrime...
La dedica cita così:
"Ai miei adorati figli,
Beatie, Trevor, Todd, Nick, Sam,
Victoria, Vanessa, Maxx e Zara,
possano le vostre vite e le vostre case essere felici,
possa la vostra storia essere qualcosa che avrete caro,
e possano tutti coloro che entrano nella vostra vita
trattarvi con tenerezza, gentilezza, amore e rispetto.
Possiate essere sempre amati e felici.
Vi voglio bene.
Mamma/d.s."
Beatie, Trevor, Todd, Nick, Sam,
Victoria, Vanessa, Maxx e Zara,
possano le vostre vite e le vostre case essere felici,
possa la vostra storia essere qualcosa che avrete caro,
e possano tutti coloro che entrano nella vostra vita
trattarvi con tenerezza, gentilezza, amore e rispetto.
Possiate essere sempre amati e felici.
Vi voglio bene.
Mamma/d.s."
Ancora adesso scrivendola e parlandone , mi fa un certo effetto e non posso fare a meno di fermarmi per asciugare le lacrime che tutto questo produce in me. si si ridi Fratello Mare, io che piango anche guardando un cartone o ascoltando una melodia, mi metto a piangere anche per le dediche altrui.
Si, lo so perchè mi fa questo effetto, lo so... ma quello che non so è se riuscirò mai a fartelo comprendere.
Innanzi tutto vorrei tanto ripetere queste parole ai miei figli quando, un giorno, andranno via da me. Vorrei preservarli da scelte sbagliate o affrettate, vorrei dire loro di scegliersi una casa accogliente, dove possano sentire che saranno felici tra quelle mura, dove si sentano a loro agio e dove possano mettere amore anche nell'arredarla, nel dipingerla, nel pulirla, nell'abbellirla e dove non scendano sempre a compromessi per non turbare una vita serena.
I compromessi non aiutano ad essere sereni, no, alla lunga pesano e si fanno sentire, specie se è sempre la medesima persona a rimetterci, perchè così vanno le cose e non si può mettere bocca.
Vorrei fossero trattati con tenerezza, gentilezza, amore e rispetto, tutte qualità che oggi come oggi sono difficili da trovare, almeno per la mia poca e insignificante esperienza. Poche volte ho conosciuto il vero significato di queste parole, forse solo quando ero ancora piccola e mi affidavo ai miei genitori i quali sono molto restii a manifestare i loro sentimenti in maniera visibile e tangibile, so comunque che loro mi amano così, ma mi sarebbe piaciuto che ci fossero stati momenti, gesti, parole, sguardi che non sorgessero dubbi o fraintendimenti, vorrei che tutto fosse stato più semplice e ci fosse stato più sentimentalismo e dolcezza nella loro difficile opera. So che poteva andarmi decisamente peggio...
Ormai, e ero giunta alla stessa conclusione l'anno scorso, è da tanto che sono stanca di cercare di ottenere quello che mai avrò, inutile opporsi, è l'ennesimo compromesso che faccio a me stessa da una vita e che purtroppo genera, spesso e volentieri, uno squilibrio che mi manda letteralmente in tilt per dei periodi e che devo ancora riuscire a controllare ed accettare senza pena.
Vorrei più di tutto che i miei figli ottenessero rispetto, per la loro persona, per il loro modo d'essere, per le loro parole, per i loro gesti, per le loro ambizioni, per i loro sogni, per le loro particolarità, per le loro attitudini, per le loro mancanze, per la loro unicità.
Vorrei che si sentissero liberi e felici di essere come sono, che non nascondessero le loro emozioni, il loro stupore, la loro meraviglia per quello che tutto questo scaturisce.
Vorrei che potessero esporre il proprio pensiero e la propria opinione senza essere derisi o criticati, senza che ci sia vergogna in quello che dicono.
Vorrei che rispettassero loro stessi.
Mi auguro sia così.
Però Fratello Mare non ti ho raccontato del libro, magari lo farò con il prossimo post, perchè in questo momento sono troppo presa da quello che ti ho confidato a cuore aperto.
Buona giornata Fratello Mare...
Ecco così mi faccio contenta... :)
RispondiEliminauffa... rileggendomi non mi sono piaciuta per niente... un pugno allo stomaco....